20 e 21 maggio 1950 – 2020 Raduno Vespistico Internazionale di Bologna

Foto di gruppo del Vespa Club Verona a Bologna, raggianti per la bella e intensa giornata. In primo piano sulla sinistra, appoggiata sulla sedia, la giacca con la fascia da braccio con la dicitura “direttore di marcia”, cioè colui che guidava il gruppo lungo il percorso

In questi giorni ricorre un importante anniversario che coinvolge tutto il Movimento Vespistico, a cui il Vespa Club Verona è particolarmente legato.

Nelle giornate del 20 e 21 maggio 1950 si tenne a Bologna Il primo raduno internazionale della storia vespistica, evento che da quel ci risulta ad oggi è il primo RADUNO UFFICIALE a cui partecipò il Vespa Club Verona, fondato il 12 novembre dell’anno precedente, capitanato dal Presidente Antonio Cortese.
Proprio per tale occasione i vespisti veronesi esibirono sullo scudo del loro veicolo una banda trasversale a forma poligonale in materiale cartaceo, recante la scritta su due righe Vespa Club Verona: un segno distintivo che l’anno successivo sarebbe diventato una vera e propria fascia in stoffa formata da due bande di colore giallo e blu, con la scritta ricamata Verona, da applicare sullo scudo del veicolo.
Questa ricorrenza riveste una particolare importanza per il movimento Vespistico perchè in tale occasione venne benedetta la fiamma sociale del Vespa Club d’Italia, il vessillo simbolo dell’associazione stessa.
All’importante appuntamento di Bologna arrivarono quasi cinquemila Vespisti non solo da tutta Italia, ma anche dall’Austria, Svizzera, Francia e Germania.
Il costo d’iscrizione era di 300 lire per i vespisti cosiddetti “liberi” e scontato a 200 lire per gli associati al Vespa Club d’Italia. Con l’iscrizione ogni partecipante riceveva anche una targhetta commemorativa del raduno, la prima prodotta nella storia del Vespa Club, che presentava quattro fori agli angoli che consentivano di applicarla sullo scudo del veicolo.
Alle 10.30 di domenica 21 maggio partiva la sfilata per le vie del centro della città felsina, preceduto dai vigili urbani e dal gruppo di Vespisti provenienti dall’estero. IL corteo era aperto dal capo dei collaudatori della Casa di Pontedera Dino Mazzoncini, fresco della conquista dei record mondiali conseguiti a Montlhery, su una Vespa Sidecar con la moglie Pierina, affiancato da Enrico Manetti, vecchia gloria dello sport motociclistico, seguiti dal gruppo delle Vespiste, quasi duecento, poi dai gruppi dei Vespa Club partecipanti, ognuno capeggiato dal proprio alfiere che portava un vessillo in legno che l’organizzazione aveva preparato per ciascun club che riportava il nome della città di provenienza ed infine, a chiusura, i Vespisti della città ospitante.
La fiamma sociale sventolava su una lunga asta sostenuta per l’occasione da un bambino trasportato a bordo della Vespa sidecar per giungere così fino alla Piazza VIII Agosto designata alla cerimonia, tenutasi su un sontuoso palco montato per l’occasione.
Il 21 maggio 1950 costituì così per il Vespa Club d’Italia, un momento altamente rappresentativo, capace di racchiudere in sé un valore equiparabile solo a quello insito nella data del 23 ottobre dell’anno prima, quando l’associazione era convenuta alla felice costituzione (Fonte: Paolo Zanon, Vespa Club d’Italia – L’origine Di Un Movimento – Volume II, 2019).
Suscita ancora oggi ammirazione che a pochi mesi dalla costituzione del Sodalizio nazionale e a pochi anni di distanza dal termine del secondo conflitto mondiale si sia potuto organizzare un evento di tale portata, grande nelle dimensioni e nello spirito, una giornata memorabile, ne son testimoni le cronache dell’epoca e le foto che ancora oggi custodiamo gelosamente nell’archivio del Vespa Club Verona.

  

La famiglia Bolesani al raduno di Bologna, soci della prima ora del Vespa Club Verona, sempre presenti ai raduni di quei primi anni di esordio delle attività del Vespa Club Verona

 

 

 

 

 

 

 

sulla via del rientro da Bologna, lo sciame dei vespisti veronesi guidata dal Presidente Antonio Cortese